untitled
viviti

 

 

 

 

-- galleria fotografica --

 

 

CASE CASTELLO DISOSTRUITA DAL LEGNAME

 Di Enzo Barlacchi e Sabrina Tamburini

 

 

Le attività svolte dai gruppi grotta sono la maggior parte  delle “misteriose operazioni” svolte al buio e dunque ignorate dai più.

Forse a causa della “sindrome della penna”, che colpisce molti  speleologi, non ci comunichiamo quello che di importante facciamo, piccolo o grande che sia,  in realtà importante per la salvaguardia dell’ambiente e per la valorizzazione della nostra comune passione: il mondo ipogeo.

Noi dell’Unione Speleologica di Calenzano, non immuni a tale malattia, abbiamo deciso dopo una lunga assenza da questa bella rivista di riporre per un momento zappe, corde e pianta spit  per riprendere in mano la penna.

Era l’ora aggiungo io!!!

Termino già con  questo prologo noioso per dire quello che è capitato a noi di Calenzano.

Durante uno dei corsi di speleologia stavamo per  scendere nella Buca di Case Castello una delle grotte più conosciute della Calvana.

Questa grotta sia affaccia sul versante pratese del monte ed è per noi una tappa fondamentale  delle uscite su corda durante i corsi di speleologia; infatti alla grotta si accede attraverso la discesa di un pozzo di circa 25 metri, niente di che se paragonato agli abissi delle Apuane ma un salto di tutto rispetto per le grotte locali.

Dopo aver armato l’ingresso scendemmo e con nostra sgradita sorpresa,  trovammo il fondo del pozzo ricoperto da un grosso strato di legna proveniente dal taglio del bosco circostante  e che quei “vagabondi” dei boscaioli avevano nascosto nella grotta evitando così di trasportarlo a valle.

Inizialmente fu rimosso il materiale che ostruiva l’entrata della galleria ed effettuata la visita.

Ci ponemmo in seguito il problema di rimuovere quel materiale che a colpo d’occhio era davvero molto.

Dopo molti mesi tornammo all’attacco armati di argano a motore, contenitori di plastica per prodotti chimici e quant’altro necessario per l’operazione.

Tutta quella legna non poteva certo essere recuperata a mano, fu quindi costruita una impalcatura con dei tubi innocenti per sostenere l’argano a motore che avrebbe fatto salire e scendere il nostro secchio di plastica per il carico e lo scarico di materiale.

Furono praticate prima di scendere le operazioni di controllo per la sicurezza delle persone, dato che la legna poteva aver prodotto dei gas nocivi; scendemmo poi in due sul fondo per riempire il contenitore mentre gli altri rimasero all’ingresso del pozzo per recuperare ed accatastare la legna.

La giornata era veramente gelida e le mani di chi stava in superficie continuavano a ghiacciarsi. In una giornata si stimò di avere levato poco meno di metà legna. Fu necessario  dunque un altro appuntamento per terminare il lavoro.

Ci volle del bello e del bellino per riuscire ad organizzare una nuova uscita memori della fatica che ci aspettava, tra il freddo e il mal di schiena che ci eravamo buscati per portare a mano l’argano e il generatore.

Con un secondo appuntamento il lavoro è stato completato ed ora la grotta di Case Castello è visitabile da tutti gli speleologi che vorranno venirci a trovare in Calvana.

 

 

 

Per info: unionespeleocalenzano@yahoo.it

 

 


 

Indietro

Pagina iniziale

 

 

 

 

 

 

 

 Statistiche web e counter web

 


Web Hosting · Blog · Guestbooks · Message Forums · Mailing Lists
Easiest Website Builder ever! · Build your own toolbar · Free Talking Character · Email Marketing
powered by a free webtools company bravenet.com